


La guerra dei pezzenti vista attraverso gli occhi di uno zingaro russo.
Un’odissea violenta tra idee, rivoluzioni e potere, all’affannosa ricerca di senso e di chimere.

«Che fare?» si chiedeva Lenin.
Io non so cosa si sarebbe dovuto fare, ma posso raccontare che cosa abbiamo fatto.
Il resoconto del viaggio di uno zingaro russo divenuto bolscevico per caso.
Un’ombra che ha vissuto una “vita straordinaria” e che ha contribuito a fondare il più grande Stato proletario della storia. Un’impresa rivelatasi universo di inquietudini e disillusioni, nel momento in cui la rivoluzione, da moto perpetuo, si è fatta Stato e potere.
«Che fare?» si chiedeva Lenin.
Io non so cosa si sarebbe dovuto fare, ma posso raccontare che cosa abbiamo fatto.
Il resoconto del viaggio di uno zingaro russo divenuto bolscevico per caso.
Un’ombra che ha vissuto una “vita straordinaria” e che ha contribuito a fondare il più grande Stato proletario della storia. Un’impresa rivelatasi universo di inquietudini e disillusioni, nel momento in cui la rivoluzione, da moto perpetuo, si è fatta Stato e potere.
La sua è una Odissea personale, senza onori né ritorno, in un’Europa in fiamme. Da Pietrogrado a Zurigo, da Londra alla Barcellona anarchica della guerra civile: ogni scelta apre una ferita, avvelenata dal peso della Storia e lacerata dal richiamo di Natasha — il crocevia di un’esistenza spesa tra militanza, fughe e banditismo.
Ne emerge un mosaico di persone, idee e vicende del Novecento che rifiuta ogni verità assoluta e che guarda la Storia come l’incastro indifferente di scelte contingenti, necessità e miserie personali inserite in contesti straordinari.



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Enrico Milli è nato a Terni nel 1983. Si è laureato in Culture e diritti umani e in Lingue e culture dell’Asia e dell’Africa presso l’Università di Bologna. La sua tesi magistrale, Gorbachev e la nuova via cinese, analizza in chiave comparativa le transizioni dall’economia pianificata all’economia di mercato in Unione Sovietica e in Cina. Lavora come graphic designer. Cosa abbiamo fatto è il suo primo romanzo.